31 dicembre 2016

Buona fine e buon inizio!




Oggi è il 31 dicembre, un giorno che quasi nessuno lascia scorrere via senza soffermarcisi sopra un momento, anche al di là delle feste e dei fuochi d’artificio. Il bilancio dell’anno che sta terminando e i buoni (si spera!) propositi per l’anno che inizia non sono poi cose da poco, e possono mobilitare energie utili.

Mentre rifletto sui doni del 2016 e sulle mie intenzioni per il 2017, vi trasmetto la saggezza di Maria Popova, che in una recente newsletter ha riportato i dieci principali insegnamenti tratti dagli ultimi dieci anni del suo blog Brain Pickings.


1. Permetti a te stesso lo scomodo lusso di cambiare idea.

2. Non fare niente soltanto per ottenere prestigio, status, denaro o approvazione.

3. Sii generoso.

4. Crea spazi di quiete nella tua vita.

5. Non credere alle persone che vogliono dirti chi sei.

6. La presenza è un’arte ben più complicata e gratificante della produttività.

7. Sii consapevole che tutto quello che ha valore richiede tempo.

8. Cerca ciò che amplia i confini del tuo spirito.

9. Non temere di essere idealista.

10. Non limitarti a resistere al cinismo, combattilo attivamente.




(Se vi è venuta voglia di leggervi l’articolo per intero, lo trovate qui.)


E io, cosa chiedo al mio 2017? Tra le varie voci della mia lunga lista compaiono (non in ordine di importanza):

- provare una nuova ricetta vegana ogni settimana

- meditare almeno 10 minuti al giorno

- imparare ad accettare più che a sopportare

- scrivere mettendo al primo posto la semplice gioia di farlo


Mi accorgo ora di avere inserito nella mia lista più intenzioni che richieste. Va bene così, tanto è implicito che a salute, amore e fortuna non si dice mai di no!    



Tanti auguri di buon fine anno
e buon inizio 2017!





20 dicembre 2016

Felice Natale a voi e alle persone che amate!


I soldati usciti dalle trincee fraternizzano con il nemico



 

Ve lo auguro di cuore, senza troppi fronzoli e luccichini (anche se mi piacciono), con una storia di argomento poco natalizio... soltanto all'apparenza.



8 dicembre 2016

Davvero nella botte piccola c’è il vino buono?


 cantina con botti di legno



Racconti e romanzi: sempre di narrativa si tratta, storie frutto della fantasia dell'autore. E il racconto non ha nulla da invidiare al suo fratello maggiore.



21 novembre 2016

Incontro con Vincent Van Gogh


Ulivi con le Alpille sullo sfondo, Vincent Van Gogh
Ulivi con le Alpille sullo sfondo - Vincent Van Gogh




Cosa sono io agli occhi della gran parte della gente? Una nullità, un uomo eccentrico o sgradevole - qualcuno che non ha posizione sociale né potrà mai averne una; in breve, l'infimo degli infimi. Ebbene, anche se ciò fosse vero, vorrei sempre che le mie opere mostrassero cosa c'è nel cuore di questo eccentrico, di questo nessuno. […] È vero che spesso mi trovo nello stato più miserando, ma resta sempre un'armonia calma e pura, una musica dentro di me. Vedo disegni e dipinti nelle capanne più povere, nell'angolo più lurido. E la mia mente è attratta da queste cose come da una forza irresistibile. 

 

 

 

5 novembre 2016

La scrittura vista da Charlie Kaufman


Ho visto il trailer di un film […]. Era magnifico, davvero favoloso, ma mi ha fatto sentire depresso, e ho cercato di capire perché. Secondo me gli autori hanno usato una straordinaria competenza nel realizzare questo film, eppure è sempre la stessa m***da. So che il film andrà benone e chi lo ha fatto riceverà dei premi, e il ciclo continuerà. Allora mi dico: il pericolo delle competenze tecniche è che devono restare in secondo piano rispetto a ciò che stai facendo. Sei tentato di metterle al primo posto, spesso perché quello che fai è insignificante o privo di reale valore, e puoi riuscire a distinguerti mostrandoti molto, molto bravo nel farlo. Ma credo che tu debba essere disposto a metterti a nudo quando fai qualcosa di creativo […], perché se non lo fai diventa difficile separare ciò che crei dal marketing.



(da Wikipedia)

Charlie Kaufman, all'anagrafe Charles Stuart Kaufman (New York, 19 novembre 1958), è uno sceneggiatore, produttore cinematografico e regista statunitense, famoso per avere scritto i film Essere John Malkovich, Il ladro di orchidee e Se mi lasci ti cancello, che gli è valso l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale. Nel 2008 ha debuttato dietro la macchina da presa con il film Synecdoche, New York. Nel 2015 ha diretto il film d'animazione Anomalisa, vincendo il Leone d'argento alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. È stato indicato dal prestigioso magazine di cinema Premiere come uno dei 100 uomini più influenti di Hollywood.


25 agosto 2016

Spazio all'idea




 

 

Dall'idea nasce la storia. Ma quanto dura la gestazione?







Bentrovati!

Non è ancora terminata la tanto diffusa pausa di riposo agostana, ed eccomi qui. Negli ultimi mesi mi sono riposata più che abbastanza, così posso giocare di anticipo con questo post, nella speranza di non restare travolta dallo stormo di post di rientro dalle vacanze.

Come state, prima di tutto?

Spero che in questi mesi vi siate rilassati, abbiate nutrito ciò che andava nutrito, che abbiate letto e vi siate divertiti; tutto il necessario, insomma, per ripartire con le batterie cariche. Lo stesso ho cercato di fare anch’io, a mio modo: ho accompagnato mio figlio Enrico tra esame di maturità e università, per un paio di settimane ho percorso la Germania in lungo e in largo, mi sono riposata e ho letto, letto, letto.

E la scrittura?

1 giugno 2016

La scrittura vista da Toby Litt


Toby Litt

 

Per passare dallo stato di scrittore competente a quello di grande scrittore, credo che si debba rischiare di essere – o di essere visto – come un cattivo scrittore. La competenza è una trappola mortale, perché impedisce all’autore di rischiare l’umiliazione necessaria a superarla. Scrivere con competenza è come fare qualche gioco di prestigio per amici e familiari; scrivere bene è come scappare per unirti al circo. Amici e parenti amano i tuoi giochetti perché amano te, ma prova a usare gli stessi giochetti per strada, accanto a un mago che fa da dieci anni quel mestiere per vivere. Quando guardano un mago, le persone non vogliono dire: “Ben fatto.” Vogliono dire: “Wow!”.






Toby Litt è uno scrittore inglese, docente alla Facoltà di Inglese e Scienze Umanistiche all'Università di Londra.