7 luglio 2012

PER SCRIVERE BISOGNA SPORCARSI LE MANI



Prima di diventare anche una pagina di FB, “Per scrivere bisogna sporcarsi le mani” è il manuale di scrittura scritto da me e pubblicato da Eremon Edizioni nell’ottobre 2011. Questo manuale sembra avere suscitato una certa curiosità, a giudicare dalla domande che mi vengono poste in privato sia da parte di chi apprezza l’utilità dei manuali, sia da parte di chi li detesta per principio. Per questo motivo oggi, invece di postare un estratto dal manuale come faccio ogni settimana, rispondo pubblicamente ad alcune domande.
- CHE TIPO DI MANUALE E’ “PER SCRIVERE BISOGNA SPORCARSI LE MANI”?
È un manuale di base per l’appassionato di scrittura che finora ha avuto come strumenti di miglioramento solo la pratica e la lettura (scusate se è poco!) e vuole arricchire il suo bagaglio di conoscenze con un po’ di teoria.
- NON SARA’ UN MANUALE COME GLI ALTRI, CON I SOLITI VECCHI CONCETTI SENTITI E RISENTITI?
Premesso che qualunque cosa è nuova per chi non la conosce, la risposta è “sì e no”. Questo non è un ambito in cui si possano avere scoperte sensazionali e colpi di scena. Alla base di tutto c’è l’analisi delle storie che funzionano, scomposte nei loro elementi costitutivi, e i meccanismi emersi da questa analisi non cambiano da un giorno all’altro. A differenziare i singoli manuali è l’approccio dell’autore all’argomento scrittura. Nel caso di “Per scrivere…” le particolarità sono due: concisione e semplicità. Mi interessava scrivere un manuale utilizzabile da chiunque, libero da paroloni non necessari e pomposità accademiche; una specie di Bignami della scrittura, insomma, ma tutt’altro che povero nei contenuti. L’impresa dovrebbe essere almeno in parte riuscita se mia zia, dopo avere letto il manuale contro i miei consigli, ha commentato: “Perché non dovevo leggerlo? Io non so niente di scrittura, ma riuscivo a capire lo stesso!”
- HA SENSO CHE UNA QUASI-ESORDIENTE SCRIVA UN MANUALE DI SCRITTURA? NON TI SEMBRA DI AVERE OSATO TROPPO, CON TANTE PERSONE PIU’TITOLATE CHE DICONO LA LORO SULL’ARGOMENTO?
Queste domande me le sono poste io per prima. Avevo letto un buon numero di manuali di scrittura e ne ero rimasta entusiasta; le idee sbucate dalle pagine erano state interessanti scoperte che continuavano a frullarmi in testa. Molti colleghi mi dicevano: “Stai perdendo il tuo tempo. O sai scrivere, o non sai scrivere. Mica è un mestiere che si impara.” Invece ciò che avevo scoperto si stava dimostrando utilissimo per progettare le storie che volevo scrivere e ancora di più per correggere punti deboli e carenze in ciò che avevo già scritto. Mi sembrava un vero peccato che tante persone rinunciassero all’aiuto che io avevo trovato, magari per dei preconcetti. L’idea è nata così: scrivere un manuale di scrittura semplice, compatto e il più possibile completo per avvicinare allo studio della teoria anche chi non ha mai preso in considerazione questa possibilità, e anche per riportare con i piedi per terra discorsi che spesso sembrano rivolti a pochi eletti.
Dopo qualche esitazione, il timore di non avere sufficienti credenziali per scrivere questo manuale non mi ha fermata. Credo molto di più nei contenuti che non nelle medaglie dell’autore, e volevo trasmettere questi contenuti a modo mio.
- COSA TROVO NEL MANUALE?
Nei prossimi giorni posterò il sommario del manuale, così vi farete un’idea più precisa.
- COSA NON TROVO NEL MANUALE?
Principalmente due cose: esercizi e brani tratti da opere famose.
- LEGGERE MANUALI DI SCRITTURA NON INQUINERA’ IL MIO MODO DI SCRIVERE?
No, se non si vedono i concetti come regole rigide o come bacchette magiche capaci di garantire il successo.
- SECONDO ME DIMENTICHERO’ TUTTO MOLTO PRESTO…
Al contrario, una volta sentiti questi concetti tendono a restare in mente. Forse perché non si tratta di un vero apprendimento dal nulla, quanto piuttosto di un riscoprire qualcosa che nel profondo già si conosce. I meccanismi narrativi infatti li assorbiamo già tramite la lettura, molto prima di iniziare a scrivere. Ci serve solo metterli a fuoco.


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