14 settembre 2012

ESERCIZI DI SCRITTURA



Confessate: quanti a leggere il titolo hanno provato un senso di fastidio del tipo mi-sembra- di-avere-qualcosa-di-molto-urgente-da-fare? Ma no, non siamo a scuola con la maestrina che ci assegna i compiti per domani, però l'argomento è proprio questo.
Che esercitarsi serva a imparare è – credo – una verità innegabile in tutti i campi, arti incluse, e la scrittura non fa eccezione. Per di più, scrivere a un discreto livello implica due tipi di apprendimento: acquisire le competenze tecniche per farlo, dalla grammatica allo stile, e trovare un metodo che crei spazio per la scrittura nella nostra vita quotidiana. Senza quest'ultima caratteristica i progressi saranno più lenti, e soprattutto si faticherà ad avere il controllo sull'andamento del lavoro – un aspetto che ci tocca poco fino a quando scriviamo per puro diletto, ma diventa fondamentale se ci interessa pubblicare e magari tentare di costruirci una nostra piccola carriera.
Se a livello amatoriale è frequente sentire di persone che scrivono per puro istinto sull'onda dell'ispirazione, gli scrittori professionisti sembrano di un altro avviso. Spulciando tra manuali e interviste, infatti, il consiglio in cui ci imbattiamo più spesso è quello di scrivere un poco ogni giorno, con costanza, fino ad arrivare al limite minimo di tempo o di battute che ci siamo prefissati. Anche un quarto d'ora o cinquecento battute possono bastare, purché non si trovino scuse (nemmeno valide!) per rimandare. Lo scopo qui è imparare a "presentarsi all'appuntamento" con l'ispirazione, quella cosa tanto importante quanto capricciosa da cui spesso ci facciamo schiavizzare. Non vale usare il tempo a pensare cosa scrivere, meglio piuttosto abbordare il primo argomento che ci viene in mente: un problema del giorno, una notizia che ci ha colpiti, persino l'insoddisfazione che ci causa essere lì seduti come degli idioti a scrivere cose prive di senso.
Se invece preferiamo argomenti meno casuali e non ci sentiamo traboccare di fantasia, esistono veri e propri serbatoi di idee cui attingere... in inglese. Non vi stupisco, lo so. Per chi almeno un po' la lingua la mastica, c'è il sito Writer's Plot Generator:  http://funstuff.pantomimepony.co.uk/writers-plot-ideas.htm (ne pesco uno tra i tanti) che con un clic vi fornisce una minitrama da sviluppare; ma esistono anche libri come "The Pocket Muse" di Monica Wood, dove trovate, insieme a consigli di scrittura, foto di ogni genere accostate a semplici frasi capaci di dare il via alle fatidiche domande: chi? cosa? quando? dove? perché? Ho acquistato il libro con scarsa convinzione per i suoi ottimi giudizi su Amazon, e ho scoperto che in qualche modo il connubio foto-frase funziona. Sarà per la stimolazione simultanea dell'emisfero cerebrale destro (quello creativo) e di quello sinistro (quello razionale).
Ma esistono esercizi ancora più curiosi, come quelli che ho trovato su "The Creative Writer's Workshop" di Cathy Birch, di cui vi riporto un esempio: su di un foglio si creano dieci righe orizzontali che vengono suddivise in tre colonne, poi si scelgono a caso dal vocabolario dieci aggettivi, dieci sostantivi e dieci verbi da inserire nelle colonne. Ora si può scrivere una mini-storia che contenga un aggettivo, un sostantivo e un verbo combinati a caso. In alternativa si può anche lavorare sull'osservazione di un viso e scrivere cinque  aggettivi che lo definiscono con la mano destra e cinque con la sinistra, per poi confrontare le impressioni e notare se i due emisferi rilevano caratteristiche diverse; oppure fare interviste immaginarie ai vostri personaggi, o scrivere i loro monologhi o i loro necrologi.
Questi sono solo alcuni esempi delle migliaia di esercizi che potete trovare in giro. Alcuni forse fanno ridere, ma attenzione, è un'impressione superficiale: spesso basta provarli per cambiare idea.



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