23 ottobre 2012

STRUTTURA: GIOCHIAMOCELA A CARTE


Scrivere un romanzo è una bella impresa, e come tale richiede una preparazione adeguata. Non parlo ora delle tecniche messe in atto per affinare gli strumenti (lettura, studio, esercizio) ma della costruzione effettiva della storia, quella che si inserisce tra le fantasticherie sull’idea iniziale e l’inizio della prima stesura. A questo punto avremo già molto materiale in mente: personaggi con caratteristiche specifiche, anche se non definitive; idee di ambientazioni; eventi che vogliamo fare accadere; probabilmente un finale, per quanto abbozzato. Insomma, ci sentiamo pronti a partire.
Invece quello che ci vuole adesso, che mi crediate o no, è una buona partita a carte.
Non quelle della briscola o del ramino, ma quelle create da noi: le schede del nostro romanzo, foglietti piccoli – tipo 8 x 11, per intenderci – meglio se più spessi della carta normale perché verranno maneggiati parecchio. Vanno benissimo le schede reperibili nei negozi di articoli per ufficio. Il perché di tanta pignoleria sarà chiaro più avanti.
Cosa scriviamo su queste schede? I punti della nostra trama. Non cerchiamo di individuare capitoli o scene. Importante è che su ogni scheda fissiamo un punto del viaggio che è la nostra storia, in modo molto conciso e vistoso, in modo da poter cogliere il contenuto in uno sguardo rapido e non essere tentati di entrare nei dettagli.
Le schede non devono essere in ordine cronologico, né nell’ordine che prevediamo sarà quello finale; e non dobbiamo nemmeno numerarle, per ora. In effetti, non c’è niente di delicato o complesso nella compilazione delle schede. Cambiare/strappare/aggiungere una scheda è la cosa più facile del mondo, perciò possiamo fare questo lavoretto rimanendo nell’atmosfera di libertà e creatività che ci dovrà accompagnare per tutta la prima stesura, mentre il nostro critico interiore attenderà imbavagliato il momento giusto per offrirci i suoi servigi.
Un esempio (ogni riga una scheda):
- Anna viene borseggiata.
- Il ladro porta a casa la borsa. Litigio con i fratelli.
- Anna va a sporgere denuncia e incontra il vicino di casa.
- Terremoto.
E così via fino a esaurire le idee a disposizione.
Ci troveremo in mano un certo quantitativo di carte, che ora stenderemo su un tavolo spazioso e cercheremo di mettere in un ipotetico ordine di narrazione.
Già a questo punto ci potremo accorgere che il materiale per la trama è troppo esiguo. In questo caso proviamo a domandarci cosa potrebbe succedere ancora nella storia – non fatti qualunque da usare come riempitivi, ma complicazioni che possano rendere la vicenda più ricca e interessante. Possiamo anche valutare se aggiungere sottotrame, compilando schede come quelle prima descritte. Riproviamo a stendere le nostre schede adesso, spostandole e ricombinandole, eventualmente lasciando una scheda bianca dove capiamo che serve qualcosa ma non sappiamo ancora cosa. Forse ci saranno schede che vorremmo utilizzare ma sembrano fuori posto, oppure schede di cui non siamo per niente convinti. Teniamole da parte; forse il loro momento verrà più avanti.
Quando abbiamo un’ipotesi di linea di trama, possiamo pensare a personalizzare le schede in qualche modo. Probabilmente vorremo numerarle a matita per non dimenticare l’ordine che ci piace; se usiamo punti di vista multipli potremmo segnalarli in cima alla scheda, eventualmente con un colore diverso per ogni personaggio. Ognuno si crea il suo sistema personale.
Queste schede sono davvero utili, con buona pace di tutti coloro che amano immaginare la creatività come un venticello che non si deve tentare di afferrare.
Sono utili prima di iniziare a scrivere perché ci costringono a fare mente locale sulle lacune della storia e dare alla sequenza degli eventi una certa plausibilità, e anche perché rendono la prima stesura più agevole, diminuendo i rischi di rimanere bloccati per problemi che non avevamo affrontato a dovere.
Sono utili durante la prima stesura per capire quali ripercussioni può avere un cambiamento che abbiamo in mente.
Sono impagabili durante le revisioni, quando ci troviamo a valutare la storia nel suo insieme (naturalmente se abbiamo mantenuto la corrispondenza tra schede e stesura, senza pasticciare). Un personaggio è troppo presente, o lo è troppo poco? I due nuovi capitoli che vogliamo scrivere, dove sarà meglio inserirli? La tensione nella storia aumenta fino al climax oppure si ammoscia al momento sbagliato? Abbiamo accostato troppe scene simili, o calme, o movimentate?
Stendere le schede sul tavolo e consultarle ci fornisce una quantità di risposte sull’andamento della storia, sul suo ritmo, sull’equilibrio delle sue parti, e ci aiuta anche a farci venire nuove idee.
Fissare qualche paletto prima di iniziare a scrivere la storia non limiterà in alcun modo la nostra fantasia, ma ci lascerà invece più liberi di scrivere di getto, proprio come dovrebbe accadere nella prima stesura.


5 commenti:

  1. Ciao Grazia, ti ho sentito esporre questo metodo a una tua presentazione. M’incuriosisce questa manualità nell’era digitale! Voglio provare.

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    1. Spero che con le schede possa trovarti bene anche tu. Di sicuro dà una buona visione d'insieme. A quale presentazione eri?

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  2. Quella di Calderara di Reno l'anno scorso

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    1. Quella è stata un paicevole ritorno alle origini. Io infatti sono di Bologna, trapiantata in Friuli da sette anni.

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  3. Bolognese anche io!

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