28 novembre 2012

COME NON SCIVOLARE SULLE SCENE DI COMBATTIMENTO (K.M. Weiland)


Per molte persone una buona scena di combattimento è tra le parti più avvincenti di una storia. Scontri aerei. Duelli di spade laser. Sparatorie a mezzogiorno. Tutto ottimo. Peccato che questo tipo di scena sia sorprendentemente difficile da scrivere.


Il primo problema è descrivere i fatti in modo preciso, perché le persone interessate a queste cose di solito sono fanatiche dei dettagli. Se si sbaglia qualcosa, prima o poi qualcuno lo noterà. Ma dal punto di vista strettamente tecnico, la sfida principale è mantenere il combattimento interessante. Questo a prima vista può sembrare strano; in fin dei conti il conflitto e il pericolo dovrebbero bastare a tenere il lettore incollato alla pagina. Il fatto è che le scene di combattimento in sé non sono così interessanti. Raccontare una scazzottata colpo dopo colpo diventa presto noioso. L’era dell’immagine in cui viviamo ha attirato molto l’attenzione sulle scene di combattimento nei film e in tivù, e molti amano i film di cassetta perché offrono più esplosioni che dialoghi. I film possono permetterselo perché gli effetti speciali e la coreografia sono già uno spettacolo per gli occhi; I libri no.


Questo significa che le nostre scene di combattimento devono offrire qualcosa di diverso, portando avanti sia la trama che i personaggi in un modo che trattenga l’attenzione del lettore. Due sono gli strumenti principali per raggiungere il nostro scopo: l’aggiunta di battute di dialogo e l’inserimento dei pensieri dei personaggi coinvolti. Poche scene d’azione scritte possono avere l’impatto di una scena cinematografica; ciò che noi autori possiamo fare meglio è ammettere il lettore nei pensieri dei protagonisti. Ogni volta che è possibile, cercate di dare voce al conflitto, di far sentire i combattenti che parlano; e ancora più importante, fate sentire la reazione interiore del narratore alla situazione eccitante e pericolosa in cui si trova.




K. M. Weiland, americana, è cresciuta cavalcando sulle tracce di Billy the Kid e Jesse James sulle colline del Nebraska, dove vive tutt’ora. Oltre a contribuire al blog Wordplay: Helping Writers Become Authors, scrive romanzi e racconti.

 

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