30 novembre 2012

NIENTE SPRECHI NELLA TRAMA (Jack M. Bickham – The 38 Most Common Fiction Writing Mistakes)


Tra le tante cose che si imparano durante la prima stesura di un romanzo, una delle più interessanti – e anche preoccupanti – è il numero degli eventi da inventare per tenere in piedi una storia lunga. Puoi scrivere un racconto imperniato su una sola idea, ma qualunque romanzo contiene dozzine di idee di trama, sottotrame, incidenti minori ed eventi significativi. Uno dei primi compiti dello scrittore è quindi quello di immaginare sufficiente materiale. Spesso, però, questo risulta relativamente facile se confrontato a un aspetto correlato, cioè il buon uso delle idee di trama una volta che esse siano state introdotte nella storia. Mi spiego.

L’aspirante scrittore inserisce una scena all’inizio del romanzo in cui il protagonista incontra il portiere di un hotel, ottiene da lui alcune informazioni e se ne va per agire di conseguenza. Il portiere può essere un personaggio minore interessante, ma l’autore non lo fa più ricomparire nella storia.

“Perché hai inserito nella storia questo portiere?”, domando.
“Per dare al protagonista le informazioni che gli servivano.”
“Bene”, insisto, “ma ora che il portiere c’è, cosa puoi inventare che lo coinvolga? In quale altro modo puoi usarlo?”

Di solito l’autore resta perplesso. Un altro esempio.

Avete immaginato una scena in cui la protagonista ha avuto una piccola collisione con l’auto guidata da quello che diventerà il co-protagonista. Avete inserito l’incidente apposta perché i due si incontrino. Bene. Ma un insegnante di scrittura vi domanderà: “Cos’altro puoi tirare fuori da quell’incidente? C’è modo di sfruttarlo più avanti nella storia?”

Questo implica porsi domande e avanzare ipotesi. Una delle due parti può avere riportato un danno che si manifesterà più tardi? Qualcuno ha visto l’incidente e fatto qualcosa di conseguenza? Può esserci una causa legale? Come reagirebbe lei se lui facesse una battuta sciocca sulle donne al volante? Che succederebbe se l’assicurazione della protagonista rifiutasse di pagare? E se qualche tempo dopo la sua auto finisse in panne in una strada isolata a causa di un danno non rilevato? E così via.

L’importante effetto di questo modo di procedere è che personaggi ed eventi acquisiranno maggiore importanza; le varie scene e linee di trama inizieranno a essere meglio collegate, rendendo la storia più solida e logica, e il lettore tenderà a leggere con maggiore attenzione perché capirà che ogni pagina è importante non solo in se stessa, ma anche in termini di sviluppi futuri.





Jack M. Bickam (2 settembre 1930 – 25 luglio 1997), americano, ha scritto 75 romanzi pubblicati (due dei quali sono diventati film) e sei libri sull’arte narrativa.


 

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