18 gennaio 2013

TRE PAROLE CHIAVE PER IL 2013



Finisce un anno e ne inizia un altro. È forse banale, ma anche naturale, fare il punto della situazione e domandarci cosa vogliamo cambiare/capire/raggiungere nell’anno che inizia. Anche per la scrittura? Soprattutto per la scrittura! Aislinn ha detto la sua qualche giorno fa sul suo blog (http://aislinndreams.blogspot.it/2013/01/3-parole-per-il-2013.html), mentre io arrivo oggi, prendendo spunto dal suo sistema: quali sono le tre parole che voglio mettere al centro del mio nuovo anno scrittoriale?
– Libertà.
Cercare di fare le cose seriamente presenta anche degli svantaggi, come quello di ritrovarsi schiacciati da una quantità di zavorre inutili che possono fare della propria passione una sorta di Via Crucis. Perché abbandonare del tutto i concorsi? È il caso di farmi un blog? Come ci si promuove in rete? Meglio propormi a questo editore o a quest’altro? Scrivo un nuovo romanzo oppure lavoro di revisione sul penultimo? Quale dei miei punti deboli mi conviene affrontare: trama, personaggi oppure…?
Esempi scelti a caso tra i mille pensieri che mi seguono – mi INseguono? – ovunque. Bene, mi sono fatta una pensata: nel nuovo anno voglio essere più libera. Scrivere quello che mi va, godendomi il fatto di farlo, senza lasciarmi influenzare troppo da dubbi sulla pubblicazione e progetti di vecchia data cui finisco per attenermi per pura pigrizia mentale. Aria, luce! Ho voglia di sperimentare generi diversi e vedere cosa succede. L’autodisciplina va bene, ma se scrivere diventa come compilare la dichiarazione dei redditi no, non va affatto bene! Perciò ben vengano le cose che possono avere effetti positivi sulla mia strada di scrittura, ma ben vengano anche quelle che semplicemente ho voglia di fare; e che le prime non defenestrino le seconde, please!
        Profondità.
È un tormentone che mi segue da un po’: esistono diversi livelli di scrittura, che accontentano lettori diversi, oppure gli stessi lettori in momenti diversi. Per come la vedo io, un romanzo rosa letto sotto l’ombrellone ha uguale dignità di un’opera letteraria “seria”, se riesce a interessare il suo pubblico, ma questo non significa che siano la stessa cosa! Perciò vorrei questo dal  mio 2013 di scrittura: imparare a scavare più a fondo nelle vicende e nei personaggi per regalare al lettore emozioni non superficiali, e magari anche qualche riflessione.
        Contatti.
Scrivere è spesso un’occupazione solitaria, e questa solitudine è al tempo stesso croce e delizia. Senza solitudine non si ha lo spazio fisico e mentale per raccontare le storie che frullano in testa, ma è anche vero che spesso nella solitudine ci si fa il nido. Complice la rete, che ci fa “sentire” tanta gente e volatilizza le ore come niente fosse, può succedere che non si faccia la conoscenza reale di nessuno. Per questo mi auguro che nel 2013 la scrittura mi offra occasioni di contatto con le persone più diverse.
Avete anche voi tre obiettivi di scrittura per il vostro 2013? Se vi va di condividerli, vi ospito volentieri!


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