2 settembre 2015

Ritorno alla scrittura



Hotel di charme a Bouillon (Belgio)
Hotel La Ferroniere, Bouillon (Belgio)




Bentrovati!
Le vacanze sono tempo di riposo, stimoli e scoperte, anche in tema di scrittura. Vi racconto il mio bottino.









L'estate esce dalla sua fase più acuta - neanche fosse una malattia! - ed entra nel periodo di transizione che ci rimette quasi tutti al lavoro. Dal momento che io non lavoro, e finché mio figlio fa vita da liceo (ultimo anno, ahimè!), le mie vacanze sono ancora quelle scolastiche. Un bel viaggio, tanta tranquillità casalinga... ma cosa porto a casa di interessante da queste settimane, sotto forma di conferme, spunti e scoperte?

Senza stimoli la scrittura arranca


Lo avvertivo molto chiaro, stavolta: mi servivano non solo nuove idee, ma nuovi colori, nuove linee, nuovi stili, nuovi paesaggi. Leggere fa spaziare la mente, ma il nostro corpo, che con la mente è tutt’uno, vuole immagini, odori, suoni, o muore di fame. Viaggiare ha riattivato le mie sinapsi.

Anche senza stacchi dal quotidiano la scrittura arranca


Questa lunga simil-assenza dalla rete mi ha fatto bene. Credevo che uscire ogni tanto dal binario fosse utile, ma è davvero necessario, anche quando si parla di piaceri e non di doveri in senso stretto. Il tempo che si è liberato nelle mie giornate mi è sembrato miracoloso!

Non so scrivere lontana da casa


Posso anche smettere di rimuginarci sopra e cercare soluzioni, perché è così: mare, montagna o paesi stranieri, che io sia ferma o in movimento, si chiude la mia vena produttiva e si apre quella ricettiva. Che scorra tutto nello stesso canale, impossibile da utilizzare simultaneamente nei due sensi? Sembra proprio di sì.

Accettata l’idea, mi sono convinta che questa tendenza naturale vada assecondata anziché contrastata. Puro sollievo per me, che spesso tendo a remare controcorrente. C’è un tempo per immagazzinare stimoli, immagini e idee, e un tempo per elaborarli e tradurli in azione sulla pagina. Nel mio viaggio tra Germania, Belgio e Olanda ne ho raccolti tanti. E così sia.

I paletti sono quasi sempre nella testa dello scrittore


In questi anni ho cercato riferimenti per orizzontarmi nel mondo della scrittura. È stata una scelta saggia. Questo non significa che abbia capito tutto e che ora possa discernere con certezza cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa sia possibile e cosa no.

“Fatico a scrivere più di 500 parole al giorno, dopo la qualità peggiora.”

Davvero? Tornata dal viaggio mi sono messa d’impegno a terminare la prima stesura del mio romanzo per Young Adults e… toh, ne ho scritte anche 800, 1000 e 1600, di parole, e la qualità mi sembrava la stessa di sempre.

“Ho bisogno di una programmazione precisa per la prima stesura.”

O anche no. Questo romanzo ha rifiutato fin dall’inizio di farsi inquadrare in base ai miei criteri, e mi è toccato navigare quasi a vista. Sapevo dove volevo arrivare e come arrivarci, ma soltanto a grandi linee. Alla faccia della scaletta.

La meditazione aiuta la scrittura


Anzi, aiuta la creatività in generale, perché migliora la sinergia tra i due emisferi, oltre a giovare alla salute. Lo dicono persone più competenti di me, ma non ho paura di unirmi al coro, perché sto verificando sulla mia pelle che funziona. Il brainstorming per il prossimo romanzo YA sta procedendo con una velocità e ricchezza di idee che lasciano sbalordita me per prima.

Scrivere = sperimentare


Nella pausa tra prima stesura e revisione del romanzo, come dicevo, sto lavorando sulla prossima storia. Adoro questa fase! Lavorando di cervello, senza mettere le mani in pasta, si può conservare l’illusione che la nuova storia nasca perfetta.

Stavolta, invece di prendere appunti sintetici su fogli slegati, sto usando un quaderno per registrare per esteso tutto il processo di ideazione ed elaborazione, che include sia le parti utili che quelle inutili (all’apparenza) del processo creativo. In questo modo non solo vengono fissati elementi di cui non avrei conservato traccia (potenzialmente utili per altre storie), ma diventa anche visibile il lavoro mentale di solito confinato dietro le quinte, con le sue prove, i suoi errori, i cambi di direzione. È un processo davvero affascinante.

È obbligatorio sbagliare qualche lettura


Qui mi ispiro (si fa per dire) a L’inganno delle pagine segrete di John Harding - quello de La biblioteca dei libri proibiti, se per caso lo conoscete. Io non lo conoscevo, e vediamo cosa succede.

Lo trovo in biblioteca nella sezione ragazzi. La sovracopertina mostra una donna in abito lungo con una lanterna in mano, su una spiaggia sovrastata da un cielo tempestoso; in lontananza si staglia un edificio misterioso. La mia vena gotica gongola. Leggo: John Harding, e sotto: autore della “Biblioteca dei libri perduti”. Scritto proprio così. Ma non si dice “de ‘La biblioteca’”? Dai, stai sempre a fare la punta ai chiodi. E di fianco alla figura della donna: “Non ricordo chi sono. Hanno preso la mia libertà. Leggere è la mia salvezza.”. Leggo solo l’inizio della seconda di copertina per evitare spoiler. La terza è incoraggiante; la quarta recita, tra i vari uh, oh, ah, anche “Un modo straordinario di raccontare l’infanzia e le sue paure”. Promette bene… prendo.

Passo tre quarti della lettura a domandarmi: 1) dove compaia la donna della copertina, 2) chi sia il narratore protagonista (già, è un uomo!) e quanti anni abbia, 3) in che periodo storico ci troviamo, 4) dove si parli dell’infanzia, 5) come faccia l’autore a creare una situazione così poco plausibile, 6) come mai un libro per ragazzi riporti un omicidio brutale e gratuito…
Vi risparmio gli altri “perché” e “che senso ha”, visto che una sola è la risposta a tutti gli enigmi: questo romanzo è il sequel de La biblioteca dei libri perduti. Peccato che la cosa si possa al massimo sospettare (non capire) leggendo le ultime righe della seconda di copertina. Nessuno si è peritato di inserire nella storia un qualsiasi rimando al primo romanzo, né di armonizzare con il contenuto le informazioni riportate nelle varie parti della copertina. Il risultato, ve lo assicuro, è piuttosto curioso; più che a un autore sbadato, viene da pensare a un errore di rilegatura. Soltanto il titolo era azzeccato: l’”inganno” c’era, anche se le pagine non erano abbastanza segrete, per i miei gusti.


Devo essermi scaldata i muscoli un po’ troppo a lungo, dopo questo stacco estivo! Spero di non avervi persi per strada. Facendo il punto sui miei lavori in corso, ora mi aspetta la revisione del romanzo già scritto e ancora un po’ di preparazione per la nuova storia, che sta maturando in fretta e mi suscita belle sensazioni. Ho voglia di fare, a prescindere da ogni ragionamento su editoria, pubblicazione e mercato, e questo mi fa sentire bene.


E voi, vi siete ritemprati durante le vacanze? Su cosa state lavorando – o state per lavorare – nella vostra fucina di scrittori?


P.S.: Sono stata nella stanza d'albergo della foto, ho letto comoda comoda sul divanetto nel bovindo, davanti agli occhi una cortina di alberi secolari. Meraviglia!
   



41 commenti:

  1. Meraviglia quella stanza, complimenti anche per il nuovo aspetto del blog. Buona ripresa, di me già sai. Un bacione Sandra

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    1. Grazie! Sì, quell'albergo - catena Relais du Silence, doppia meraviglia! - mi è rimasto appiccicato addosso.

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  2. Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto. Niente nuoce alla scrittura più della routine, perché la fantasia si spegne e i neuroni non riescono più ad attivare nuove idee. è vero anche che la meditazione fa bene, così come il reiki. Tutto ciò che consente una sospensione del mentale con conseguente scorrere dell'energia porta beneficio alla creatività.

    Quello che ho fatto io, invece, è già pubblicato sul blog. :)

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    1. ...e io ti ho già dato il "bentornata". :) Che bello ritrovarsi, però. Altro che rapporti virtuali.

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    2. Sì sì ho visto! :)
      Lunedì ho messo un nuovo post in cui racconto meglio le mie news.
      Vero! C'è un clima da primo giorno di scuola! :-D

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    3. Adesso comincio ad aggiornarmi meglio sulle ultime di tutti voi. :)

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  3. Rieccoti, finalmente! Ho notato che quest'anno è stato fruttuoso, creativamente parlando, per molti blogger (Maria Teresa con il suo libro in uscita, Tenar che ha completato il suo, tu in dirittura d'arrivo): gli sforzi e la buona volontà premiano (ma anche tenacia e concentrazione), lo stacco estivo in questo aiuta.
    Io porto avanti in silenzio la mia nuova storia, diversa da quella in cui la mia vena creativa si è fino adesso espressa, ma non ho previsto scadenze: scrivo, prima o poi arriverò!

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    1. Sembra davvero che molti abbiano visto compiuto il loro lavoro, e anche che molti abbiano deciso di non esagerare nell'uso della rete e del blog. Sembra che stiamo percorrendo lo stesso sentiero e traendo spesso le stesse conclusioni. In bocca al lupo per la nuova storia! :)

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  4. Bentornata!
    Quest'anno ho scoperto che posso scrivere molto (spero anche bene!) pure in vacanza. Che ci siano momenti in cui però è necessario ricaricare le pile, in qualche modo, è indubbio; leggere e assorbire gli stimoli del mondo è una delle condizioni migliori che si possa avere :)

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    1. Ciao Michele! Tu scopri che puoi scrivere molto in vacanza, io il contrario... ottima dimostrazione che nessun principio è così fisso da non essere sfidato. :)

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  5. Bentornata!
    Io ho viaggiato e scritto. L'autunno lo attendo con parecchia ansia, sia lavorativa che scrittorea, ma pare che fermare il tempo non si possa... Quindi si scrive e si va avanti...

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    1. Grazie! Non deve essere facile restare a mente sgombra quando si fa un mestiere come il tuo. Intanto, però, "viaggiato e scritto" mi sembra un buon bilancio. :)

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  6. Bentornata, Grazia. Che bello sentirti così carica :)
    Anche io ho approfittato della pausa per rigenerare le energie, che a luglio erano proprio al minimo. Mi sono imposta di non scrivere neanche una riga, e così è stato. Nonostante ciò, sono arrivate nuove idee. Sembra che la mia mente non volesse proprio saperne di stare a riposo!

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    1. Grazie! A produrre per forza non si riesce, ma nemmeno a NON produrre per forza. Che bella cosa! :)

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  7. Eccola! ^_^
    Io mi sto costringendo a non scrivere e più o meno reggo. Più o meno. Ho buttato giù una sessantina di pagine quindi va bene, no? Non ho scritto molto.
    Uhm.

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    1. Sessanta, eh? Si impegni, signorina, può fare meglio. :D

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  8. io ho scritto pochissimo, ma ho prodotto come in pochi altri periodi della mia vita

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  9. Ben tornata Grazia!
    Che bella la camera d’albergo. Io ho usato parte delle mie vacanze per pubblicare il mio secondo ebook
    “Fine dell’Estate” ci ho lavorato per tutto l’inverno e ho sfruttato il periodo di ferie per completare il lavoro e terminare finalmente tutti i ritocchi dell’ultimo minuto.
    Sono riuscita anche a dedicare qualche giorno al riposo, a un viaggio breve e alle letture.
    Lontana da casa anche io non riesco a scrivere (ho bisogno del computer) anche se con l’Ipad ho continuato a seguire un po’ il blog (e a commentarne qualcuno) pur con fatica estrema, ci sono zone in Italia dove la rete è lentissima, quindi …
    Però è vero che in vacanza nascono nuove idee, forse perché staccare dalla quotidianità apre la mente e la lascia respirare, credo.
    Io ho in mente una nuova storia, è lì che gira nel mio cervello.

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    1. Grazie! La tua è stata un'estate molto ricca. :) Almeno tu in vacanza non scrivi per mancanza di computer, io per mancanza di testa.

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    2. A proposito, congratulazioni per la creatura!

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    3. Grazie speriamo cresca bene ;-)

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  10. Ciao Grazia, sulle mie vacanze stendiamo un velo pietoso: sono state devastate da improvvisi e gravi problemi che ora fortunatamente si stanno risolvendo. Peccato, perché da qualche anno quando viaggio scrivo "diari di bordo". Lo so, non è un'idea particolarmente originale, ma è una cosa che mi piace molto, tra l'altro io amo i resoconti di viaggi e ne ho letti parecchi.
    In compenso ho riscoperto il valore del giardino di casa e dell'osservazione in loco della natura circostante.
    Sono molto lieta di apprendere che ti stai ponendo meno paletti e che sperimenti sempre di più. Probabilmente te lo puoi permettere per via della tua ormai considerevole esperienza. Io cerco di essere diligente perché mi sento ancora troppo "piccola" di fronte ai veri scrittori, ma nei confronti delle regole più diffuse e condivise provo una sentimento di odio-amore. Una parte di me dice: "Seguile o non scriverai mai nulla di decente in vita tua. Senza queste regole la tua mania di scrivere è solo presunzione e illusione". Un'altra voce al mio interno, invece, mi dice che ogni scrittura è individuale e ognuno ha il proprio metodo e che la letteratura non è una scienza esatta.
    Con diversi di questi quasi-dogmi riesco ad andare d'accordo, ma alcuni non mi vanno proprio giù. Ad esempio: l'unità di tempo nei racconti. Solo un romanzo può coprire anni, un racconto no...ma dove sta scritto? Ho letto diversi racconti di scrittori eccelsi che violavano apertamente questa regola, che tuttavia va per la maggiore. Ma non voglio andare OT. Anche perché so che non ami i racconti.

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    1. Non amo leggerli, ma li "stimo" ugualmente. Purtroppo averne scritti tanti e con tanto gusto (a parte le soddisfazioni) non è arrivato a farmeli gradire come lettura. Capisco bene i tuoi sentimenti ambivalenti verso le regole, che in fondo sono tutti giusti: bisogna conoscerle per capire meglio come funziona la storia, bisogna sapersene liberare quando serve. Il momento, però, lo capisci dopo averci provato, non prima! Con l'ultimo romanzo non è stata proprio una scelta lavorare diversamente. Ho sentito che lavorando come le altre volte qualcosa opponeva resistenza, perciò mi sono detta: in fondo qual è il momento migliore per sperimentare, se non adesso che lavoro nell'ombra? Quanto ai risultati, si vedrà. :)

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  11. Ben tornata.
    Io invece in vacanza ho scritto più narrativa che articoli per il blog :D
    Mi sono ritemprato, nel senso che sono stato quasi un mese in mezzo alla natura e già sto soffocando da 4 giorni a Roma... ma il mio cervello non ha smesso di creare.
    Neanche io comunque so scrivere lontano da casa. Ho potuto farlo perché sono stato gran parte del tempo nella casa in campagna di famiglia.

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    1. Grazie! :) In una situazione di quel genere credo che ce la farei anch'io, dopo i primi giorni di assestamento, perché nella mia testa sarebbe "casa". Invece mi capita spesso di essere viaggiante, e lì proprio non se ne parla, nemmeno se viene il diluvio universale e devo restare in hotel per ore. Leggere sì, fantasticare sì, scrivere no.

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  12. Bentrovata, tu che hai beneficiato di quella dolce stanza, suppongo anche con gradevolissima aria condizionata.
    E al ritorno torna la voglia di fare ma anche i fisiologici dubbi sulla scrittura. Ti leggo sempre volentieri.
    Io al momento lavoro su due testi teatrali e mi accingo all'editing del mio unico romanzo (che mi ero ripromessa di curare dopo l'estate).

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    1. Grazie! E' un piacere sapere che i dubbi sulla scrittura, per quanto fisiologici, non ti bloccano affatto. :) (Se la stanza avesse l'aria condizionata non ho avuto modo di scoprirlo, perché eravamo sui venti gradi.)

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  13. Bentrovata, anche se in realtà... ehm... non ci siamo mai perse di vista. "Fare la punta ai chiodi" è troppo bello, quasi più bello del mio "cercare il pelo nell'uovo!" :-) I miei progetti di scrittura già li conosci a grandi linee... domani mi metto a lavorare, o perlomeno a leggere documenti storici su messer Bernabò Visconti.

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    1. Proprio perse di vista no, decisamente! Buon inizio per il lavoro. :) (Non usa lì, questa dei chiodi?)

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    2. No, non l'avevo mai sentita! Del resto in Italia: "regione che vai, usanza che trovi." :-)

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  14. Cara Grazia, è un piacere rileggerti dopo lo stacco estivo.
    Mi fa piacere sapere che le vacanze sono andate bene, la stanzetta della foto è davvero invitante, non sono mai stata in Belgio, spero che scriverai di più a riguardo nei prossimi post.
    Ho gradito tutti i punti del post ma ammetto che l'ultimo va dritto sul podio. Come si fa a non avvisare il pubblico che la storia ha senso solo se letta come sequel della precedente? Roba da matti. Se ti può consolare anch'io mi sarei fatta abbindolare dalla copertina e dagli uh, oh e ah del caso.

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    1. Ciao Lisa! Chissà, forse racconterò qualcos'altro del viaggio. Però pensa: su Amazon Italia il primo libro di questa perla di autore ha due stelline su cinque. Un successone, che ha garantito la pubblicazione del sequel, no? Ah, la pazienza... ;) (Su Amazon.uk però ha quasi cinque stelline... ma quanto valgono 'ste valutazioni?)

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    2. Se le stelline derivano dal numero di copie vendute potrebbe voler semplicemente dire che il libro è adatto a un'audience molto ampia.
      Se le stelline derivano dalle reviews allora un libro con una recensione positiva potrebbe avere 5 stelline anche se ha venduto tre copie in tutto.
      Insomma 'ste stelline non contano affatto... poi però se un giorno avrò tre stelline sarò al settimo cielo :D

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  15. ciao, Grazia, è un grande piacere anche per me rileggerti dopo la mia pausa digitale, ben più lunga della tua! E...

    1. bellissimo il nuovo aspetto del sito, brava, mi piace molto, moltissimo!

    2. affascinante è l'aggettivo che mi viene in mente mentre guardo quella camera e capisco che sono un po' invidiosa ;)

    3. sono d'accordo con te sulle tante cose che hai scritto: partire ed essere ricettivi, pronti a raccogliere e accogliere; tornare ed essere invece in modalità elaborazione e creazione di nuovi progetti.

    4. progetti nuovi? un paio, a partire dalla scrittura del blog che pian piano deve andare sempre più verso l'esperienza personale e per una timida come me, mmmmm, che fatica! Ma ce la faccio e conto su di te affinché mi aiuti a capire se la strada presa è adeguata. Baci!!! E a quando la stesura definitiva del tuo romanzo per "Young Adults"?

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    1. "Definitiva" è una parola grossa... diciamo entro metà ottobre? Dipende anche dalle mie beta-readers, che stavolta non so bene chi siano. Ti farò compagnia volentieri nelle tue imprese. :)

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  16. Per prima cosa: bentornata! Anch'io ho deciso di proseguire senza scaletta per un certo progetto editoriale che è venuto fuori proprio dalle lezioni di Mozzi; questo non significa, però, che non abbia in mente una struttura precisa, e una storia articolata. Sicuramente, come dici, la meditazione fa bene alla creatività, e quindi alla scrittura, ma credo la intendiamo in senso diverso. Per me, meditazione, significa sostanzialmente: ragionare. Si può proseguire senza scaletta, ma è indispensabile ragionare su quello che si sta facendo. Per rispondere alla tua domanda, le mie vacanze sono state inesistenti (nel senso che non le ho proprio fatte), ma ricche di stimoli per la narrativa...

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    1. Grazie! :)
      Ragionare senza risparmiarsi è necessario ma, come dici, non viene definito meditazione. La meditazione vera, però, è una fonte di benessere straordinaria, che si riflette sulla scrittura come sul resto. Credo che sia un peccato scartarla senza conoscerla. Se potessi metterla in un pacco regalo, farei una distribuzione urbi et orbi! ;)

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  17. Non sono mai fermo, devo "chiudere" i romanzi

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